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Chardonnay

È uno dei più importanti vitigni a bacca bianca del mondo, ad oggi largamente diffuso. E’ nato in Borgogna, regione della Francia Centro Orientale, dove costituisce la componente fondamentale dell’uvaggio di alcuni importanti e prestigiosi vini come lo Champagne. Grande vino da spumantizzazione, si presta inoltre all’invecchiamento in barrique. In Italia è diffuso in Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Trentino Alto Adige. Per lungo tempo confuso con il Pinot bianco, dal 1978, con D.M. 24.10, lo Chardonnay è iscritto nel Catasto Nazionale delle Varietà.

Colore: giallo paglierino, dall’intensità variabile.

Profumo: sentori di mela, fiori di acacia, crosta di pane fresco.

Gusto: asciutto, pieno, armonico e fine, di ottima gradazione e acidità fissa equilibrata .

Abbinamenti: vino da aperitivo, adatto a una vasta gamma di antipasti magri, minestre, piatti a base di uova o di pesce.

Temperatura di servizio: 10-12°C. Se spumantizzato, va servito freddo: 8-10°C.



Pinot grigio

Vitigno di origine francese, più precisamente borgognona. Si reputa sia di origine antichissima, dal momento che tracce della sua coltivazione risalgono all’epoca romana. Agli inizi dell’800 si è diffuso in Piemonte e, successivamente, nel resto del Nord Italia, trovando in Friuli condizioni ambientali particolarmente favorevoli. In commercio si trova vinificato in bianco o più raramente con leggera macerazione sulle bucce a dare un vino ramato.

Colore: paglierino con eventuali riflessi ramati.

Profumo: tipico che ricorda i fiori di acacia.

Gusto: sapore secco, pieno senza cedimenti, retrogusto piacevolmente amarognolo.

Abbinamenti: vino da aperitivo, adatto a una vasta gamma di antipasti magri, minestre leggere, piatti a base di pesce e carni bianche.

Temperatura di servizio: 8-10 °C.



Pinot bianco

Vitigno di origine francese, è frutto di una naturale mutazione gemmaria del Pinot Nero. Già noto in epoca romana, oggi è diffuso in tutte le zone DOC della regione.

Colore: giallo paglierino più o meno intenso.

Profumo: ricorda l’albicocca, il ciliegio, i fiori bianchi, la mela.

Gusto: delicato e vellutato con gradazioni ed acidità sostenute.

Abbinamenti: vino da aperitivo, adatto a una vasta gamma di antipasti magri, minestre, piatti a base di uova o di pesce.

Temperatura di servizio:a 10-12 °C.



Ribolla gialla

Vitigno autoctono friulano che risulta noto già dal 1300. Il nome deriva dallo sloveno Rébula, che nel dialetto friulano è diventato Ribuele. Agli inizi del secolo scorso, durante l’Impero Austro-Ungarico, i filtrati dolci di Ribolla erano molto apprezzati e quotati. La Ribolla deve il suo nome al caratteristico alto contenuto di acidità malica che, nei tempi passati, portava il vino a “ribollire” nelle damigiane.
Questo antico vitigno viene oggi coltivato prevalentemente nella fascia collinare che si estende da Tarcento e, passando attraverso il Carso, arriva fino all’Istria. La Ribolla Gialla trova la sua migliore espressione in collina, dove questo vitigno vigoroso, dal germogliamento e maturazione tardive, dà ottimi risultati.

Colore: colore giallo paglierino scarico, con deboli riflessi verdognoli.

Profumo: floreale e fragrante, elegante e raffinato.

Gusto: secco, ingresso in bocca elegantemente citrino, di ottima beva.

Abbinamenti: si accompagna ad antipasti freddi, con salse agre al limone, minestre, soprattutto creme vellutate e primi piatti a base di verdure, e piatti di pesce salsati.

Temperatura di servizio: 10-12 °C.



Malvasia Istriana

Vitigno autoctono friulano. Nella numerosa famiglia delle “Malvasie” quella coltivata in Friuli è la Malvasia Istriana le cui origini sembrano provenire dal Peloponneso.
In Istria, ed in particolare nelle zone di Rovigno e Parenzo, le prime tracce di coltivazione della Malvasia risalgono al 1300. Da qui il vitigno si è diffuso fino ad arrivare al Carso triestino e Goriziano e nelle valli del Friuli.
Oggi è coltivata in tutta la fascia collinare del Friuli, nelle grave e lungo il litorale.

Colore: giallo paglierino, dall’intensità variabile.

Profumo: gradevole, caratteristico, che ricorda l’albicocca e la pesca.

Gusto: asciutto, rotondo, armonico, giustamente alcolico, dissetante.

Abbinamenti: Ottimo vino da aperitivo e da antipasti magri. Si adatta anche a primi piatti e zuppe a base di verdure e di pesce.

Temperatura di servizio: 10-12 °C.



Friulano

Vino bandiera della regione, è un vitigno autoctono del Friuli di origini antichissime, con documenti scritti che risalgono a oltre due secoli fa. (Vino completamente diverso dal Tokay ungherese, ottenuto dall’assemblaggio di uve Furmint, Hàrzevelu e Muscat lunelu , il cui nome sta ad indicare una precisa area geografica.)
A causa di una sentenza della Corte Europea, il nome Tocai Friulano è stato perso ed è stato sostituito con il sinonimo “Friulano”. Coltivato anche nel vicino Veneto, è soprattutto in Friuli che la varietà è alla base di un  vino varietale al 100%.

Colore: paglierino dall’intensità variabile, presenta sfumature verdognole.

Profumo: delicato, gradevole che ricorda i fiori di campo e di mela verde.

Gusto: al gusto asciutto, intenso, vellutato, generalmente con acidità moderata. Caratteristico finale di mandorla amara.

Abbinamenti: eccellente come aperitivo, ottimo con antipasti magri come il prosciutto crudo, minestre in brodo, sul pesce e sulle carni bianche.

Temperatura di servizio: 10-12 °C.



Riesling

Vitigno di incerta origine fra Francia e Ungheria. Originario delle valli attraversate dal Reno e dalla Mosella, è stato importato anche in Friuli, dove si è perfettamente ambientato nelle zone collinari, offrendo un vino dal perfetto equilibrio gustativo.

Colore: giallo paglierino poco marcato.

Profumo: profumo tipico di agrumi, fiori di campo, leggermente aromatico.

Gusto: al palato elegante, asciutto, fresco, con una buona acidità

Abbinamenti: si accompagna a piatti a base pesce, crostacei, molluschi, minestre delicate, carni bianche senza spezie.

Temperatura di servizio: 8-10 °C.



Sauvignon

Vitigno di origine francese, partecipa nella madre patria alla produzione di vini rinomati e celebri in tutto il mondo, come Sancerre e Pouilly Fumé. E' un vitigno internazionale, diffuso in Australia, Austria, Nuova Zelanda e in molte altre nazioni.
In Friuli ha trovato diffusione soprattutto nei Colli Orientali del Friuli, Collio e Grave. Ma è soprattutto nella fascia collinare, caratterizzata da condizioni pedoclimatiche estremamente favorevoli, che il Sauvignon dà eccellenti risultati.
Nella zona dei Colli Orientali, questo vitigno copre una superficie di 230 ettari, ed è proprio grazie alla caratteristica dei suoli di questa zona che il Sauvignon è in grado di caratterizzarsi per un eccellente patrimonio aromatico.

Colore: giallo paglierino più o meno intenso.

Profumo: delicato tendente all’aromatico, che ricorda i fiori gialli, la salvia, la menta, il peperone e la foglia di pomodoro.

Gusto: di  struttura, corposo e caratteristico  nel contempo dotato di buona acidità.

Abbinamenti: vino da aperitivo e da abbinare a piatti primi piatti speziati, creme e minestre, formaggi di media stagionatura o erborinati, anche a pesce di laguna.

Temperatura di servizio: 8-10 °C.



Traminer aromatico

Vitigno di origine incerta, infatti i pareri circa le sue origini sono fra loro contrastanti: alcuni ritengono che provenga dal Tirolo, altri dall'Alsazia, altri ancora dalla zona del Reno. Ciò che risulta esser certo è, comunque, il fatto che l’origine di questo vitigno si trovi nelle zone ad alta latitudine di coltivazione della vite.
In Italia, le regioni di maggior coltura di questo vitigno sono il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia, dove il Traminer si è eccellentemente adattato ai terreni, al clima e all’esposizione con ottimi risultati.

Colore: giallo paglierino più o meno intenso.

Profumo: caratteristico con aroma intenso che ricorda la vaniglia, i fiori di tiglio, la mandorla, la frutta matura.

Gusto: asciutto, aromatico, intenso, caratteristico e pieno.

Abbinamenti: vino impegnativo da abbinare ad antipasti elaborati caldi o freddi, pesce in salsa e formaggi saporiti.

Temperatura di servizio: 10-12 °C.



Verduzzo friulano

Vitigno autoctono del Friuli, coltivato prevalentemente nelle zone collinari. Indubbiamente si tratta di un vitigno molto antico e assai diffuso anche in epoche passate. Lo troviamo, infatti, descritto dall’Acerbi nel 1825 nell’opera Viti Friulane né contorni di Udine.
Il Verduzzo è largamente diffuso in tutto il territorio friulano, dove viene coltivato sia in pianura che in collina. Ma è la coltivazione in collina che, grazie alle caratteristiche pedoclimatiche che la caratterizzano, fornisce risultati qualitativamente migliori.

Colore: giallo dorato, anche intenso.

Profumo: caratteristico, intenso, gradevole, con bouquet che richiama note di mela, pera, albicocca.

Sapore: al palato amabile o dolce, leggermente tannico, robusto, corposo, con alcolicità anche elevata.

Abbinamenti: tipico vino da dessert che si accompagna bene a pasticceria secca. Se invecchiato risulta interessante anche abbinato a formaggi a pasta dura e di lunga stagionatura.

Temperatura di servizio: 12 °C.



Ramandolo Docg

Prima DOCG della regione, deriva da uve di Verduzzo friulano prodotte in una piccola zona dei Colli Orientali del Friuli. Vitigno antichissimo, era già presente nella lista dei vini serviti a papa Gregorio XII in occasione del Concilio del 1409.
I vigneti sono posizionati e coltivati al sole sulle dolci colline friulane, nella zona compresa fra il comune di Nimis e quello di Tarcento, terra di Celti e Longobardi.

Colore: giallo dorato intenso, oro antico.

Profumo: profumo intenso, fruttato che ricorda il miele di castagno.

Gusto: per lo più amabile o dolce, leggermente tannico, di forte carattere e grado alcolico anche elevato specie se prodotto con uve passite.

Abbinamenti: è una delizia con il prosciutto San Daniele e fichi maturi, con il lardo, il salame di Nimis, i formaggi stagionati, la trota affumicata, il foie gras e, naturalmente, con i biscotti Uessuz, i Ramandolini, la Gubana, la pinza.

Temperatura di servizio: 10-12 °C.



Picolit Docg

Vitigno autoctono friulano, indubbiamente antichissimo, già coltivato in epoca imperiale romana, ebbe l’onore di deliziare i palati di papi e imperatori. Fra gli estimatori del Picolit, si annovera anche Carlo Goldoni, il quale definisce questo vino la gemma enologica più splendente del Friuli.
Vitigno arrivato ai nostri giorni grazie all’opera del Conte Fabio Asquini di Fagagna che nel 1700 salvò questo pregiatissimo vitigno da sicura scomparsa. Fu lo stesso Asquini che lo rese noto ai “forestieri” in mercati di alto prestigio come Londra, Parigi, Genova, Milano, Ancona. Il Picolit veniva quindi apprezzato e consumato non solo in Italia, ma trovò tra i suoi grandi estimatori anche la Corte di Francia, la Corte papale e gli stessi Re di Sardegna, l’Imperatore d’Austria e lo Zar di Russia. Nell’Ottocento la produzione subì una fase di arresto, per poi ritornare vigorosa negli anni Settanta del XX secolo.
Il Picolit è caratterizzato da produzioni limitatissime dovute a una particolarità nello sviluppo degli acini che vanno incontro ad un parziale aborto floreale, lasciando il grappolo spargolo con acini più piccoli e più dolci. Oggi viene coltivato nella fascia collinare del Friuli Venezia Giulia, nelle province di Udine e Gorizia. La vendemmia 2006 è la prima a D.O.C.G. “Colli Orentali del Friuli – Picolit”: grazie al riconoscimento del particolar pregio, il Picolit è infatti la seconda D.O.C.G. della regione Friuli Venezia Giulia.

Colore: giallo paglierino carico. Giallo oro antico intenso, specialmente se invecchiato o affinato in legno.

Profumo: molto complesso, fruttato, spiccano note di frutta secca, albicocca e miele; note floreali di ginestra e tiglio.

Gusto: al palato dolce, armonico, piacevolmente grasso, equilibrato. Ottima gradazione alcolica. Retrogusto persistente con sensazioni fruttate in linea con l'apporto aromatico.

Abbinamenti: per le sue caratteristiche è un vino "da meditazione" da abbinare a pasticceria secca o formaggi stagionati come il “formadi frant”, antico prodotto caseario friulano.

Temperatura di servizio: 12°C.



Bianco

vino a denominazione di origine ottenuto tramite vinificazione di una o più varietà a bacca bianca tra quelle precedentemente descritte (esclusi Traminer aromatico e Malvasia). Le sue caratteristiche dipendono dal tipo di uve utilizzate. Al palato è secco.



Dolce

Vino a denominazione di origine ottenuto tramite vinificazione di una o più varietà a bacca bianca tra quelle precedentemente descritte. Il colore va dal giallo paglierino carico all’ambrato. Al palato è dolce, armonico con eventuale sentore di legno.


 
     

BIANCHI

ROSSI

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» Sauvignon » Refosco dal peduncolo rosso
» Traminer aromatico » Tazzelenghe
» Verduzzo friulano » Rosso
» Ramandolo Docg » Refosco nostrano
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